La strage di Cà Tosate a Vicenza

La lapide che ricorda le vittime della strage
La lapide che ricorda le vittime della strage

Siamo ormai alla fine della guerra con l'esercito tedesco in precipitosa ritirata verso nord incalzato dagli americani che ormai sono a pochi chilometri da Vicenza. Il mattino del 28 aprile 1945 le strade sono invase da centinaia di soldati che cercano con ogni mezzo di tornare a casa. La strada provinciale oggi conosciuta come Riviera Berica, ma al tempo chiamata provinciale del Gallo, è presidiata da un paio di compagnie di SS tedesche che proteggono la ritirata della Wehrmacht.  Si tratta forse di alcuni reparti della 1° Divisione Paracadutisti SS ma è difficile esserne sicuri perché non esiste documentazione attendibile. 

Le colonne in ritirata razziavano ogni cosa utile: viveri, carburante, mezzi di trasporto e lungo le vie laterali molti sbandati "requisivano" di tutto. Verso le otto del mattino due militari tedeschi si inoltrano lungo via Cà Tosate che si trova più o meno ad un paio di chilometri dalla città e cercano di impossessarsi di alcune biciclette. Sono nel cortile della prima casa che incrociano, dove dimora la famiglia Dalla Rosa. In casa ci sono solo le donne che, accortesi della presenza dei due tedeschi, iniziano a gridare attirando l'attenzione di Otello Dalla Rosa, capo ufficio tecnico del Comune di Vicenza e legato alla resistenza partigiana. L'uomo accorre e ingaggia un alterco con i militari, uno dei quali impugna la pistola e fredda il Dalla Rosa. Assiste alla cosa un giovane (qui le testimonianze divergono: forse i giovani sono due) non identificato che imbraccia un fucile e, dalla finestra della sua abitazione, spara diversi colpi uccidendo uno dei due tedeschi. Quello rimasto fugge e raggiunge la statale e chiede rinforzi. Anche qui le testimonianze non sono chiare, non si sa se a intervenire siano state le SS o semplici militari regolari presi dalla disperazione e dalla rabbia.

Comunque sia, i soldati, almeno una decina, accorrono sul luogo dello scontro e lungo la strada rastrellano alcune persone al lavoro nei campi: Narciso Gentilin, Luigi Bortolaso, Riccardo Sgreva e la figlia di Bortolaso, Alessandra, che teneva in braccio il figlioletto di appena 9 mesi, Angelo. Gli ostaggi vengono tutti passati per le armi lungo il muro della casa e a loro si uniscono Antonio Tosato e il figlio Antonio e Emma con il marito Alessandro Zilio incontrati per strada. Ritornando verso la statale i tedeschi incrociano anche i fratelli Boesso di 18 e 20 anni, totalmente ignari di quanto accaduto e uccidono pure loro lasciando i corpi su ciglio della strada.

Le testimonianze, come già detto, divergono in alcuni particolari come ad esempio il fatto che sia stata una sola persona a sparare o che fossero comunque in due (non identificati con certezza) e che la strage sia stata compiuta dalle SS o semplicemente da soldati esasperati. 

Per qualche tempo della strage non si parlò granché, forse per paura, forse per ottenere qualche riconoscimento per atti di resistenza, ma nel 2013, per volontà della sezione locale dell' ANA sul muro della casa in cui fu compiuto l'eccidio è stata posta una lapide che ricorda i nomi delle vittime.

Elenco delle vittime

Boesso Sergio nato a Vicenza il 24/11/1924 professione calzolaio

Boesso Silvano nato a Vicenza il 4/5/1927 professione sarto

Bortolaso Alessandra di Luigi in Sgreva nata a Vicenza il 4/10/1918 professione casalinga

Bortolaso Luigi nato a Vicenza il 28/3/1890 professione bracciante

Dalla Rosa Otello nato a Vicenza il 29/6/1914 professione muratore (legato alla resistenza)

Gentilin Narciso nato a Piazzola sul Brenta (PD) il 26/10/1898 professione operaio (legato alla resistenza)

Sgreva Riccardo nato a Vicenza il 24/11/1912 professione portalettere

Sgreva Angelo di Riccardo nato a Montecchio Maggiore (VI) il 8/7/1944 neonato

Tosato Antonio nato a Vicenza il 12/10/1877 professione pensionato

Tosato Antonio di Antonio nato a Vicenza il 19/12/1902 professione operaio tessile

Tosato Emma di Antonio in Zilio nata a Vicenza il 3/5/1905 professione casalinga

Zilio Alessandro nato a Longare (VI) il 21/6/1904 professione muratore