Palazzo Regaù

La facciata di Palazzo Regaù
La facciata di Palazzo Regaù

Palazzo Regaù è un felice esempio dello stile tardogotico di chiara ascendenza veneziana . La splendida quadrifora centrale e le porte-finestre laterali finemente rifinite con delicata maestria lapidea , il largo cornicione , sempre in pietra e il porticato che si inserisce perfettamente nel contesto della contrada , anch'essa ampiamente porticata , rendono Palazzo Regaù un vero gioiello di stile gotico-veneziano .

Il palazzo fu eretto nella seconda metà del Quattrocento da Gasparo Monza , filgio ed erede di un lombardo , tale Alberto , che già in Vicenza risiedeva fin dalla fine del Trecento e che era divenuto ricco latifondista grazie al mercato dei tessuti .  Nel 1493 gli eredi di Gasparo divisero in due il palazzo per esigenze di spartizione , ma pochi anni più tardi le due entità passarono nelle mani dei Brabaran e degli Angaran che aggiunsero , nei primissimi anni del Cinquecento , una piccola ala sinistra per lo spazio di 2 arcate del portico sottostante , cercando di ricalcare le linee tardogotiche dello stile del palazzo .

Dopo vari passaggi di mano , nel 1888 diviene dormitorio pubblico e rimane vittima dell'incuria e del degrado fino ai giorni recenti in cui si provvederà ad un accurato restauro che lo restituisce agli antichi aplendori .

La facciata del palazzo è arricchita da splendidi affreschi con figure di animali e l'ostentazione del " catalogo di prodotti " che fecero le fortune della famiglia . Nei parapetti della quadrifora possiamo vedere le Virtù Cardinali , opera di Giovanni Grandi , finemente in rilievo . Entrando nell'androne principale possiamo notare brandelli di affreschi quattrocenteschi e la vera da pozzo tagliata in due dal muro divisorio della proprietà .

Il sontuoso salone principale è illuminato dalla quadrifora e le porte alle pareti sono orginali cinqucentesche . Una fascia affrescata , piuttosto malridotta , presenta divinità accoppiate a segni zodiacali e nell'angolo si possono notare le iniziali ( oscure ) D.f.G. e la data 1660 . Altra curiosità sono alcuni disegni a carboncino di armigeri cinquecenteschi con scritte in tedesco che si vorrebbe fatti dai lanzichenecchi dell'imperatore Massimiliano entrato vittorioso a Vicenza nel 1509 , che in questo palazzo , come in altri , sostarono e trovarono momentaneo riparo .